Emmy Awards 2015: le nominations

Per chiunque sia un fanatico delle serie TV, gli Emmy Awards rappresentano, da sempre, un problema. Forse, più una rottura di scatole. Perchè vedere le proprie serie preferite snobbate dalle nominations più importanti a favore di altre, magari già abbondantemente premiate in passato, è un’agonia (beh, più o meno).

Quest’anno, è Game Of Thrones a guidare le nominations: ben 24, più di ogni altro prodotto uscito negli ultimi 12 mesi – con la HBO a quota 126 candidature totali a far da padrona. Ma non crediate che questo significhi aver vinto per la serie tratta dalla saga di George R. R. Martin, che già in passato è uscita con le ossa rotte nelle candidature che contano. Così come American Horror Story: Freakshow, con 19 nominations ma mai riuscito a portarsi a casa i premi come Miglior Regia o Miglior Mini-Serie.

Ci sono poi le nuove serie, che se la dovranno giocare, dopo la delusione Orange Is The New Black dello scorso anno (spostata dalla Commedia al Dramma; questo, perchè le nuove regole per i nominati includono il formato, se da mezz’ora è un lavoro brillante, se supera i 40 minuti si passa al dramma – la credibilità è stata letteralmente buttata fuori dalla finestra): da The Unbreakable Kimmy Schmidt a Inside Amy Schumer, da American Crime a Better Call Saul, spin-off di quel Breaking Bad la cui ultima stagione è stata premiata per ben due anni di seguito.

A differenza dei Golden Globe, che per la TV hanno (relativamente) poche categorie e quasi esclusivamente attoriali, gli Emmy Contano oltre un centinaio di candidature, tra le tecniche e le principali, quindi portarsi a casa un cospicuo bottino non è male. Il problema sta nella poca diversità, nella ripetizione quasi ossessiva con cui la Television Academy decide di premiare determinati prodotti a discapito di altri. Basti pensare ai vincitori dello scorso anno: Modern Family (5 vittorie consecutive), Breaking Bad e i suoi interpreti principali (2 per la serie, un totale 9 per Bryan Cranston, Aaron Paul ed Anna Gunn), il Jim Parsons di The Big Bang Theory (4), Julia-Louis Dreyfuss di Veep (3, più 2 per Seinfeld e Old Christine), Julianna Margulies (2) e Allison Janney (2 lo scorso anno, per un totale di 6).

Quindi, come Miglior Serie, opere storiche o più recenti come X-Files, Boardwalk Empire, Dexter, Six Feet Under, Glee, True Detective o Desperate Housewives non sono mai state premiate – cosa che poteva starci, almeno nelle prime stagioni – così come molti dei loro protagonisti. Quest’anno tiferemo per il cast di Mad Men (incredibile, ma vero, Jon Hamm, John Slattery ed Elisabeth Moss non hanno mai portato a casa un Emmy), per le poche sopravvissute di Orange Is The New Black, per il Jeffery Tambor di Transparent, nonchè per la straordinaria Lena Headey di GoT. Perchè è ora di piantarla con questa cantilena dei soliti vincitori, magari allineandosi con una sensibilità più critica e attenta alla novità, senza per questo dedicarsi completamente al becero populismo.

Ah, sì: mentre le serie di genere continuano a spopolare, quest’anno per The Walking Dead, Penny Dreadful e Outlander c’è speranza, nelle candidature minori. Il bistrattato Grace Of Monaco, invece, è riuscito ad accaparrarsi un paio di nomination, tra cui quella come Miglior Film per la TV (negli USA è uscito direttamente su Lifetime). Credetemi, se dovesse vincere qualcosa, più di tanto non mi stupirei.

Qui (67th-nominations-list-v1) trovate tutte le candidature in formato PDF, disponibili anche sul sito: http://www.emmys.com/downloads.

 

E.V.

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