Southern Comfort: 10 Film ambientati nel Selvaggio Sud da vedere

Questo articolo ha un valore piuttosto importante per chi vi scrive, ma anche per non l’ha fatto ma che divide questa passione con me.
Durante l’ennesima, infruttuosa sessione di zapping è probabile che vi siate imbattuti nel topic di questo articolo, ovvero una serie di film che hanno determinate e ben definite caratteristiche, la cui classificazione può destare qualche deviazione, poiché alcuni elementi possono trarre in inganno. Dunque, prendete carta e penna (meglio se una Pelikan – e non il vostro stupidissimo iPhone di ultima generazione, perché rovinerebbe l’atmosfera e l’intento della lettura), procuratevi una buona tazza di tè (ai frutti di boschi, possibilmente, in modo da esacerbarne il piacere), qualche biscotto allo zenzero e cominciate a rispondere ai seguenti indizi:
• Vi trovate davanti ad una pellicola ambientata nel profondo Sud degli Stati Uniti, con immagini di salici i cui rami si afflosciano nel Mississippi e distese di soffioni si alternano ad umide paludi grigiastre;
• Il cast è composto perlopiù da interpreti femminili, solitamente grandi attrici dall’innegabile carisma, i cui accenti biascicati danno vita a personaggi memorabili e battute da manuale;
• La gastronomia è un quasi un personaggio a sé: suggerisce un retrogusto decadente e dopo la visione del film avete voglia di mettervi ai fornelli e preparare un pranzo insolito (quasi sicuramente i vostri familiari scoraggeranno tali imprese culinarie) a base di fritto e ricco di pietanze gustose capaci di far venire l’acquolina in bocca al solo elencarle;
• il genere è inclassificabile, in bilico fra dramma e commedia, fra pellicola di denuncia sociale, romanzo storico (da cui il film è spesso e volentieri tratto) e dramma da camera, mescolando sottotesti e storyline alla perfezione, come solo un bravo cuoco sa fare con pochi, semplici ingredienti e tanta, tanta passione;
• a fine visione la pellicola, ricca di aneddoti gustosi e flashbacks a profusione, ricamata di musiche meravigliose e tematiche serie affrontate nel modo più delicato, sentirete sulla pelle una sensazione di risveglio dei sensi, con la convinzione che il passato è meraviglioso e che se il detto “Home is where the heart is”, allora è meglio procurarsi un biglietto di sola andata per l’Alabama.

 

Fatto? Bene, ora date un’occhiata al vostro foglio, e se il film che avete guardato contiene tutte queste caratteristiche, è piuttosto probabile che siate capitati in quel sottogenere cinematografico al centro di questo articolo: il Southern Comfort. Non è un vero e proprio genere, ma nemmeno un movimento culturale che ha una sua precisa collocazione temporale o influenzato un’intera generazione di autori; nonostante ciò ha lasciato un’indelebile impronta sul nostro (beh, il mio) cammino personale, accompagnandoci durante le calde giornate estive e incoraggiando il nostro posticcio gusto per teiere fiorite, carte da parati paglierine e quella voglia di calore umano che sembra esserci solo in quelle pellicole – a differenza nelle nostre vite aride e frettolose – e da cui trapela in ogni singola inquadratura.
Wanderfuss ha deciso di coniare questo splendido ‘subgenre’ dopo anni di discussioni, visioni e revisioni, e ribattezzarlo in Southern Comfort ma, per avere un’idea più precisa di ciò di cui vi sto parlando, qui c’è una lista di film che hanno superato i criteri del nostro giudizio, rientrando perfettamente nello stile narrativo di cui vi parliamo. E attenzione: se dopo la lettura avrete una convulsa voglia di torta al cioccolato e lamponi al miele e comincerete a saccheggiare mercatini dell’usato alla spasmodica ricerca di qualche libro di Nora Zeal Hurston e Fannie Flagg, io non rispondo del vostro taccuino vuoto e dei crampi intestinali dovuti a pastose, ipercaloriche abbuffate.

 
Voglia Di Tenerezza (Terms Of Endearment di James L. Brooks, 1983)
I trent’anni della tempestuosa relazione madre/figlia tra Aurora e Emma in uno dei più celebri film degli anni ’80. Non importano le ripicche, le discussioni, le scelte non condivise e le opinioni vomitate addosso: Shirley MacLaine e Debra Winger sono fatte della stessa carne, della stessa fibra e delle stesse lacrime, un rapporto talmente esclusivo da non lasciare spazio a nessun altro. Leggenda vuole che che le due attrici siano arrivate alle mani sul set della pellicola, tratta dal romanzo di Larry McMurtry. 5 Oscar, tra cui Miglior Film, Attrice alla MacLaine e Miglior Attore Non Protagonista (Jack Nicholson). Seguito 13 anni dopo dal mediocre The Evening Star.

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Le Stagioni Del Cuore (Places In The Heart di Robert Benton, 1984)
Siamo ancora in Texas, ma questa volta ci trasferiamo nell’epoca della Grande Depressione: una piccola ma combattiva vedova (Sally Field, vera e propria icona del cinema americano dagli anni ’70 ad oggi) cerca di salvare la propria fattoria dai debiti, con l’aiuto di uno squattrinato uomo di colore (Danny Glover) e un veterano di guerra rude e cieco (John Malkovich). Meno immediato di altri titoli in questa lista, eppure da recuperare assolutamente – quell’anno uscirono due film dalle tematiche simili come Country e The River, ma la Field riuscì comunque a beffare le altre candidate e a beccarsi il secondo Oscar come Miglior Attrice.

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Crimini Del Cuore (Crimes Of The Heart di Bruce Beresford, 1986)
Se tre interpreti divine come Jessica Lange, Sissy Spacek e Diane Keaton appaiono in un film tratto da una commedia vincitrice del Pulitzer (e diretto da quello che sarebbe poi stato l’autore di A Spasso Con Daisy), come minimo saccheggi videoteche e controlli la programmazione televisiva ossessivamente per trovarlo. Il risultato è una deliziosa commedia con qualche clichè sulle donne del Sud, con tre sorelle che sembrano una rivisitazione anni ’80 di Blanche DuBois, Baby Jane Hudson e la Anna Moroni de La Prova Del Cuoco ritrovatisi quando la più piccola tenta di uccidere il marito. Tutti urlano e tutti bevono Coca-Cola in bottiglie di vetro e il risultato è posticcio quanto basta da renderlo imperdibile. Poco ricordato, forse a causa dell’uscita ravvicinata con Hannah E Le Sue Sorelle di Allen. Nomination all’Oscar e Golden Globe per la Spacek.

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Fiori D’ Acciaio (Steel Magnolias di Herbert Ross, 1989)
Madre bacchettona e apprensiva (Sally Field) e figlia fragile e malata (Julia Roberts) – di nuovo, ma siamo in Louisiana e non in Texas – affrontano gioie e dolori in una piccola cittadina di provincia; insieme a loro quattro, esplosive amiche. Tratto anch’esso da una commedia di successo (di Robert Harling), fu il trampolino di lancio per la Roberts (candidata all’Oscar), e vede un cast meraviglioso e ben variegato, ma sono i duetti (anzi, i battibecchi) della formidabile coppia Shirley MacLaine-Olympia Dukakis a rubare la scena. Scialbo remake con cast (sprecato) di colore per la Lifetime nel 2012.

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A Spasso Con Daisy (Driving Miss Daisy di Bruce Beresford, 1989)
La bizzarra amicizia tra una vecchia ebrea squinternata e inacidita, Miss Daisy Werthan (Jessica Tandy, vincitrice dell’Oscar) e il suo autista analfabeta e di colore Hoke (Morgan Freeman), farcito di frecciatine all’arsenico e tragicomiche situazioni. Il film, tratto dalla commedia vincitrice del premio Pulitzer di Alfred Uhry, ebbe tanto successo da beccarsi 4 Oscar e sconfiggere ben più blasonati concorrenti (Nato Il Quattro Di Luglio di Oliver Stone, su tutti), provando ancora una volta che anche le persone ageè, come i due protagonisti, vanno al cinema. Oggi è ricordato soprattutto per “Don’t Worry, Be Happy”, colonna portante della pellicola.

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Pomodori Verdi Fritti Alla Fermata Del Treno (Fried Green Tomatoes di Jon Avnet, 1991)
Esempio perfetto di pellicola Southern Comfort, indimenticabile e commovente, è la parallela storia dell’amicizia negli anni ’20 fra Ruth e Idgie, e di quella fra Evelyn e Ninny, che ben conosceva le due donne, sessant’anni dopo. In mezzo razzismo, vecchi racconti, un omicidio (!), emancipazione e amicizia al femminile, il tutto all’ombra di un ‘locale da strapazzo’ il cui piatto della casa erano – indovinate un po’ – i pomodori verdi fritti del titolo. La mitica Fannie Flagg adatta il suo stesso romanzo eliminando le tracce della storia lesbo fra Idgie e Ruth, ma il risultato rimane un’affascinante ritratto d’amicizia tutta al femminile che resiste al tempo, con interpreti mozzafiato (Kathy Bates e Jessica Tandy su tutti, ovvio, ma c’è pure la leggendaria Cicely Tyson nei panni della cameriera Sypsey). Capostipite del genere, da segnalare le straordinarie musiche di Thomas Newman.

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I Sublimi Segreti Delle Ya-Ya Sisters (The Divine Secrets Of The Ya-Ya Sisterhood di Callie Khouri, 2002)

Nella Louisiana anni degli anno ’30 quattro ragazzine stringono un patto di eterna amicizia, ribattezzandosi le ‘Ya-Ya Sisters’. 50 anni dopo aiuteranno la loro leader a recuperare il rapporto con la figlia, ripercorrendone la vita eccentrica e piena di segreti. Tratto dal romanzo di Rebecca Wells, la pellicola è un po’ bizzarra nello sviluppo e nella fattura, ma rientra perfettamente in questa lista, mettendo al centro del tavolo il valore cardine dell’intero genere: l’amicizia. Sandra Bullock ci regala l’ennesimo contributo inutile, ma le sisters del titolo sono irriverenti ed irresistibili (a cominciare da Maggie Smith, qui in un’inedita versione Bible Belt).

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Una Canzone Per Bobby Long (A Love Song For Bobby Long di Shainee Gabel, 2004)

Presentato al Festival di Venezia 2004. La diciassettenne Pursy (Scarlett Johansson) lascia la baraccopoli in Florida in cui vive per tornare nella natia New Orleans dopo la scomparsa della madre Lorraine, una cantante jazz dallo spirito anticonformista con la quale non aveva più rapporti. Qui troverà un appassionato professore di lettere alcolizzato e segnato dalla vita e dagli eccessi (John Travolta nella sua ultima, grande interpretazione) e il suo allievo preferito affetto da blocco dello scrittore (Gabriel Macht), grazie ai quali riprenderà in mano la sua vita, dopo un inizio a dir poco burrascoso. Poco visto e poco conosciuto, è una lettera d’amore alla Capitale del Jazz, perfetta immortalizzazione dello spirito di New Orleans, decadente quanto basta per essere un cult a tutti gli effetti.

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La Vita Segreta Delle Api (The Secret Life Of Bees di Gina-Prince Blythewood, 2008)

In fuga dal padre violento e in cerca di risposte sul passato della madre, la giovane Lily (Dakota Fanning) si reca in una sperduta cittadina della Carolina del Sud con la sua badante Rosaleen (Jennifer Hudson): qui ne ripercorrerà la vita e i segreti, conoscerà l’amore e il valore del rispetto grazie all’amicizia con August (Queen Latifah), apicoltrice che ben conosceva sua madre. Anche questo è l’adattamento cinematografico di un best-seller letterario (di Sue Monk Kidd) ed è una specie di The Help prima di The Help. Straordinaria Queen Latifah nel ruolo dell’imponente madre spirituale ma, a rubarle la scena, è a sorpresa Alicia Keys, nell’inedita veste di attrice, nei panni della sorella acida June. Recuperatelo subito, ma attenti alla saccarina.

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The Help (The Help di Tate Taylor, 2011).

Tratto dal romanzo di Kathryn Stockett, è il più recente tra i film di questa lista, enorme successo in tutto il mondo, capace di ridare nuova linfa al Southern Comfort, al quale è inequivocabilmente legato. Il successo di The Help ha contribuito significamente al lancio di diverse carriere (Emma Stone, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Anna Camp, tutte straordinarie) e ci ha fornito uno dei cast più affascinanti degli ultimi anni. Aibileen Clark (Viola Davis) è una cameriera di colore nell’iper-razzista Mississippi degli anni ’60. Skeeter Phelan (Stone) è un’ aspirante scrittrice e, apparentemente, l’unica a rendersi conto del trattamento che subiscono i neri. Quando le due donne si incontrano, cominciano a scrivere un libro sulle storie delle cameriere afro-americane, che cambierà il destino di molte vite. Se ve lo siete perso anche dopo l’ennesima replica, correte ai ripari: come le altre pellicole di questa lista (o anche di più) diverte, commuove e scalda il cuore a ogni visione.

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Consigli alimentari: se la visione di alcuni di questi titoli vi ha procurato una fame improvvisa, vi consiglio di gustarvi il prossimo film con qualche specialità culinaria del Deep South, tutte reperibilissime sulla rete, come il gumbo (per palati davvero sperimentali), la celeberrima Mississippi Mud Pie, tanta Coca-Cola e un buon piatto di fritto, preparato con l’immancabile Crisco (se riuscite a farlo reperire dagli USA).

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Questi sono i 10 titoli che ho scelto per questa lista speciale. Se ancora siete indecisi se concedere una visione o meno a uno di questi film, è molto probabile che non saremo mai amici – vi avverto. Se invece li avete visti già tutti (o quasi) e non potete farne a meno, vi consiglio anche In Viaggio Verso Bountiful (The Trip To Bountiful, 1985) che consegnò l’agognato Oscar alla leggendaria Geraldine Page, Un Tenero Ringraziamento (Tender Mercies, 1983) che lo diede a Robert Duvall e alla sua burbera mascella, Qui Dove Batte Il Cuore (Where The Heart Is, 2000) con Natalie Portman, Big Fish (2003) di Tim Burton e il disneyano La Principessa E Il Ranocchio (The Princess And The Frog, 2009), con la prima principessa di colore nella storia della Casa di Mickey Mouse. Ma se siete degli snob amanti del cinema più autoriale, evitate – non sono film perfetti, o da cineclub, ma riescono nell’impresa che a molti sfugge, e che del cinema ne è l’obiettivo primario: emozionare, con quel gusto un po’ sfranto e un po’ kitsch che li rendono unici, mitici e intramontabili. Io nel frattempo mi appresto a scoprire il televisivo Bastard Out Of Carolina, debutto alla regia di Anjelica Huston targato 1996 mai uscito in Italia, e Amori E Amicizie (Passion Fish, 1992), di John Sayles: se tanto mi da tanto, un nome, una garanzia.

 

 

E.V.

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